Torre Squillace

Via Francesco Cilea, 73010 Porto Cesareo LE

Torre Squillace

Nell’omonima località, si erge Torre Squillace a poco più di 50 metri dal mare e all’altitudine di un metro. È in buono stato di conservazione e tuttora in fase di restauro.

Torre Squillace detta anche “Li Scianuri”, nome che deriva probabilmente dalla scilla, una cipolla selvatica tipica della zona, comunica visivamente a sud con Torre Sant’Isidoro e a nord con Torre Cesarea.

 

La Storia

Sul finire del XVI secolo la città di Nardò era un cantiere aperto e si registra il rifiorire di ogni attività edile pubblica e privata, civile e religiosa. I documenti già attestano la presenza di decine e decine di complessi masserizi, specie nelle vicinanze della foresta dell’Arneo, rinomato luogo di caccia per ricchi proprietari e cortigiani al servizio della celebre famiglia dei duchi d’Acquaviva d’Aragona, che aveva scelto di dimorare in città. Ma la tranquillità dei luoghi viene turbata in questo quarto di secolo dalle continue scorrerie di orde di barbari e corsari, che dal mare sbarcavano in un qualsiasi punto della estesissima costa, costellato da numerosissimi insediamenti produttivi fortificati e non.

In obbedienza a quanto promulgato a Napoli nel 1563 e 1567, ci si preoccupa di difendere il territorio dai continui attacchi. L’incremento maggiore del numero di torri si ha sotto il governo dei vicerè don Pedro da Toledo e don Pedro Afan de Ribera (1559-1571). L’ordine di realizzarle, promulgato dalla Regia Camera di Napoli attraverso il suo presidente Alfonso de Salazar, avviene nel 1563, indirizzato ai Regi Ingegneri, che devono perciò erigerle su tutta la costa del regno, con il contributo delle universitates che distano meno di 12 miglia dal mare. Alcuni mastri giungono da Napoli nella nostra provincia, altri si formavano in loco, sino a diventare essi stessi i principali referenti della Regia Camera, come sono stati i neritini Vincenzo ed Angelo Spalletta, padre e figlio.

Furono essi i più abili costruttori, realizzando poderose torri a pianta quadrata, che dall’architetto Faglia, massimo studioso del sistema torriero del Regno, sono classificate come torri “della serie di Nardò” .

Torre Squillace, allora denominata Scianuri, fu iniziata in località San Giorgio, in corrispondenza del porto omonimo, negli ultimi mesi del 1567, ma i lavori restarono fermi per oltre un anno a causa delle difficoltà finanziarie della competente università di Copertino. Risulta completata nel 1570, ad opera del mastro copertinese Pensino Tarantino, avendo richiesto circa ottomila ducati per la sua realizzazione. Sei anni dopo viene dotata di scale “mobili” e vengono completati gli infissi, registrandosi ulteriori spese sostenute ancora dai copertinesi, che nel frattempo avevano anche provveduto a retribuire i cavallari ad essa deputati. Nel 1640 viene dotata della scala esterna in pietra.

Nel 1707 ospita nelle sue prigioni sedici turchi, naufragati lungo la costa, per osservare la rigorosa quarantena prevista per scongiurare la peste. Da un sopralluogo del 1746 viene attestato che non necessita di alcuna manutenzione, per essersi conservata molto bene.

Nel secolo successivo viene data in custodia alle Guardie Doganali (1820), quindi all’Amministrazione della Guerra e della Marina (1829). Nel 1940 i soldati dell’Esercito vi installano una postazione di artiglieria, rimasta attiva fino all’armistizio del 1943.