Nardò tra ‘800 e ‘900

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Quando nel vivo de la Belle Epoque, una ventata di positività e relativo benessere investirono l’Europa, anche Nardò nel suo piccolo ne fu travolta.

Già nota in Terra d’Otranto per aver dato i natali a personalità di spicco nell’arte del costruire, tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 la cittadina divenne un fiorire di palazzi, di ville e di monumenti pubblici. Uno per tutti, in pieno spirito dell’epoca, il Teatro comunale, luogo di socialità e di svago.

L’itinerario consente di conoscere il genius loci, l’arte, il gusto dell’epoca e la maestria degli artigiani locali. Si parte dal centro città per poi spostarsi in direzione delle marine. Ai margini del centro storico, spicca il Castello aragonese, oggetto di un profondo restyling quando fu trasformato in dimora signorile dai Baroni Personè. Audaci committenti, sempre nei primi anni del ‘900, fecero costruire alcune delle ville suburbane più interessanti della zona. Il Castello colpisce per l’eclettica facciata. Stesso destino toccò al giardino adiacente, ancora oggi una romantica oasi di pace dove ritemprare mente e corpo.

Da notare alberi e piante esotiche e rare e la pavimentazione del tempietto, realizzata dalla rinomata Fabbrica Paladini di S. Pietro in Lama, molto attiva in quegli anni. Sono un vero colpo d’occhio le grandi magnolie in Piazza Diaz, un invito a seguire i viali alberati lungo le antiche mura costellate da palazzi in stile liberty e neoclassico. Rientrando nel centro storico, impressionano i numerosi edifici rimaneggiati. Tra portali e facciate baroccheggianti, trovano spazio palazzi novecenteschi. Una sovrapposizione che oggi farebbe inorridire, ma che appare molto armoniosa. Giunti nell’antica piazza delle Legne, ribattezzata piazza Salandra, suggeriamo una sosta allo storico Caffè Parisi, ritrovo per intellettuali e artisti dell’epoca.

A pochi passi spicca il Teatro comunale realizzato dall’ingegnere Quintino Tarantino, non meno illustre dell’omonimo, ma ben più celebre Quentin d’oltreoceano. In auto, ma preferibilmente in bici o a piedi, ci si sposta a meno di 5 km per raggiungere località Cenate e proseguire alla scoperta delle ville eclettiche. Un percorso paesaggistico dato dalla sequenza di ville immerse in lussureggianti parchi mediterranei e giardini all’italiana, tutte da fotografare.

Itinerario di mezza o giornata intera. Punti di interesse: Castello, Giardino Botanico Storico, palazzi e edifici nel centro storico e lungo le mura, Teatro comunale, ville suburbane in zona Pagani e Cenate.